Andrea Galvani

Lavorare con le energie dell’universo

Andrea Galvani vive tra New York e Città del Messico; lo abbiamo incontrato a Reggio Emilia dove su invito di Fotografia Europea presentava per la prima volta in Italia una selezione di immagini estratte dal progetto Higgs Ocean, che ha rappresentato l’Italia alla Biennale di Mosca.

Il lavoro è stato realizzato nel 2010 durante una spedizione di quattro mesi nell’Oceano Artico, in cui l’artista ha lavorato in compagnia di ingegneri russi, scienziati norvegesi e una Fondazione Canadese. Le sue immagini documentano alcune azioni prodotte tra New York e le Isole Svalbard, Norvegia: si tratta di esperimenti acustici e fisici in cui l’energia solare e le forze naturali vengono reinvestite in una forma visionaria, precisa e potentissima.

L’intervista, girata negli splendidi spazi dei Chiostri di San Pietro a Reggio Emilia che accoglievano il suo lavoro, si apre con una descrizione di A Few Invisible Sculptures, audio installazione costituita dal negativo acustico di tre grandi sculture costruite per essere scansionate dalle onde ultrasoniche prodotte dal volo libero di pipistrelli in un laboratorio in Germania.

Galvani descrive la sua ricerca, ci parla di invisibilità e immortalità delle forme, dell’esperienza fisica, della fatica ma anche dell’importanza del fallimento. Racconta del suo interesse verso le energie che attraversano uno spazio, delle forze naturali che permangono in un luogo. Parla della responsabilità del fare arte e di integrità dell’artista.

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