Flavio de Marco

Flavio de Marco vive a Berlino, ma io l’ho incontrato in un momento nel quale era in Italia.

ono andata a trovarlo a Bologna; luci non forti, musica di Mozart in sottofondo, il nostro dialogo ha preso direzioni non solo riguardante l’arte, ma la vita, passando dai caffè di Berlino a considerazioni su cosa significa fare arte oggi.

Conoscevo il suo lavoro perché avevo visitato la sua mostra alla Collezione Maramotti di Reggio Emilia, Vedute, immagini delle città in cui ha vissuto, Bologna, Lecce, Milano, Londra, Roma e Berlino.

Mi aveva colpito la sua capacità di filtrare percezioni del reale, di concentrare in un’opera una serie di indicazioni, di tracce, o le sue sensazioni di una città.

Ma quando ho iniziato a parlare con lui ho inteso che tutto il suo lavoro è volto alla costruzione di uno spazio dove guardare, che se non c’è un orizzonte ci sono schermi piatti, e che nel suo lavoro c’è posto per la citazione colta, o per la ricerca di nuove aperture.

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