Giovanni Frangi

Giovanni Frangi ha lo studio vicino a Porta Romana,
a Milano.

Persona estroversa e simpatica, nel corso del nostro incontro mi ha illustrato il suo lavoro, partendo dal significato che per lui riveste il colore, o le tecniche artistiche che utilizza.

Abbiamo conversato non solo sul fare arte, ma anche sul rapporto con un fruitore, non necessariamente esperto di arte, che sa però riconoscere l’intensità di una sua opera.

Frangi dipinge da diverso tempo, con cicli pittorici, e installazioni,  che creano “ambienti”, situazioni attinenti alla natura, tema che indaga da anni e che è il filo conduttore del suo lavoro.
Per cogliere il senso del suo lavoro sono eloquenti alcune parole estratte da un testo di Massimo Recalcati , noto psicoanalista lacaniano, e critico lettore dell’opera dell’artista:

Se nel corso degli anni Ottanta Frangi si afferma come un pittore del colore, riattualizzando in modi originali la grande lezione storica dell’espressionismo, alcuni sviluppi più recenti del suo percorso mostrano una tendenza personalissima al monocromo, come nella grande tela Notte e successivamente dal ciclo Nobu at Elba (…) Questo non significa abolire il colore, quanto piuttosto esplorarne le zone più profonde, meno garantite, il bordo sottile e incerto che lo separa dalla sua assenza.

 

Massimo Recalcati, Il Miracolo della forma

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