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Incontro a Milano con Beatrice Catanzaro (Milano, 1975), in uno dei suoi passaggi in Italia. L’intervista ha avuto luogo negli spazi della Fabbrica del Vapore.

Il suo forte interesse per la politica internazionale l’ha portata a vivere spesso all’estero. Nel video racconta dei suoi anni recenti: la residenza in India, i due anni trascorsi a Lisbona dove ha realizzato un progetto per il Monumento – eretto da Salazar volto a celebrare le scoperte portoghesi – mettendo in atto un lavoro sulla sparizione, in una dimensione magica e surreale con la consulenza di un famoso mago indiano, famoso perché fece sparire il Taj Mahal alla vista per due minuti.

Nella sua lunga permanenza a Nablus, nei territori occupati, ha vissuto a contatto con le donne e con il bibliotecario delle carceri ha realizzato un importante lavoro di conoscenza di quel contesto sociale e politico, un progetto incentrato sul libri letti da chi era prigioniero, sulla vita di quei libri, da cui emerge il concetto di lettura come libertà.

Una biblioteca che è come un “monumento”: Nablus Municipality Library: The Prisoner’s Section.

Egle Prati

Storica dell’arte, pubblicista.
Autrice di TalkingArt, ama l’arte contemporanea e il pensiero degli artisti.

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