Flavio Favelli

Flavio Favelli vive a Savigno, sui colli vicino a Bologna.

Ha un grande spazio nel quale raccoglie oggetti di ogni tipo, porte, lampadari con gocce di cristallo, mobili in radica, scritte al neon, bottiglie di Martini, sedie, cancelli, piastrelle e altro ancora…

Sono pezzi di vita che prendono forma attraverso il suo lavoro. Evocazioni di tempi, spazi, memorie. Favelli riesce a dare nuovo significato a questi oggetti, richiamando la loro storia, e il nostro passato.

Flavio è persona simpatica e gentile, ed è divertente attraversare con lui questo grande contenitore pieno di cose particolari, interessanti; di ognuna racconta una storia, dove l’ha trovato, quale la motivazione del suo essere lì, gli antiquari che lo contattano quando hanno ringhiere o porte particolari, le idee che nascono da questi manufatti, spesso in radica, come erano i mobili dei suoi nonni.
Seziona lampadari, realizza bellissime specchiere con tessere di vetro nero, è passato dal raccogliere francobolli, quelli con i volti che hanno accompagnato le lettere in Italia per molti anni, per poi utilizzarli come tessere per comporre le carte geografiche dell’Italia.

Le sue ultime opere vertono proprio su questo, carte d’Italia composte con frammenti, dalla resa vivace, il suo interesse per i neon, da noi scarsamente considerati, come ci racconta nell’intervista, e “collage”, termine da lui utilizzato per alludere al suo modo di lavorare. E’ come rimettere a posto i frammenti del passato (noi veniamo da li) e ricomporli attraverso nuove percezioni.

La bottega dell’arte è un’insegna che Flavio ha nel suo magazzino.

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