Sophie Ko. Polveri e pittura

Milano, studio di Sophie Ko. Di origini georgiane, ha studiato all’Accademia di Brera e vive a Milano da diversi anni.

Sophie Ko ha lavorato inizialmente con le ceneri delle immagini bruciate di alcuni maestri della pittura antica perchè ha sentito l’esigenza, con un gesto non certo iconoclasta, di utilizzare il fuoco come trasformatore di materia. La tecnica del fuoco rientra nel suo fare arte: il fuoco è assimilato alla luce, è evidenziare che c’è urgenza di rivelare una immagine per riportarla alla luce. E’ poi passata a lavorare con i pigmenti puri della pittura, scelti sempre con tonalità che richiamano la tavolozza della pittura del Trecento e del Quattrocento; il tempo è un’altra componente importante del suo lavoro, e sono le Geografie temporali, come lei spiega, “opere clessidra, segnatempi, orologi a polvere”.

Dipinge anche con la polvere delle ali delle farfalle: nascono opere intense e delicate insieme, epifanie della bellezza e della caducità della vita. Alla domanda sul senso di responsabilità nel fare arte oggi Sophie risponde così:” L’artista ogni volta lotta in qualcosa, o crede in qualcosa. L’arte in qualche modo – e vale per i poeti, gli scrittori, gli artisti e i filosofi- è come attraversata da questa domanda: perchè passiamo? E’ un porre la domanda, non necessariamente vengono date risposte. E’ un continuo porre la domanda.”

Ha citato Horderlin, Novalis, Plinio il Giovane, ascolta musica sacra, ha letto Una fede in niente ma totale di Claudio Parmiggiani.

Si ringraziano per le immagini la Galleria de’ Foscherari e Renata Fabbri arte contemporanea.

Durata del video: 6.38

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