Jorge Pombo. La dimensione della pittura

 

Reggio Emilia, studio di Jorge Pombo (Barcellona, 1973).

Ha vissuto negli ultimi anni a Parigi, New York, Barcellona, da qualche anno risiede a Reggio Emilia, dove ha un grande studio.

Il dialogo ha avuto luogo davanti ai suoi dipinti per larga parte dell’intervista: l’artista racconta il suo processo pittorico che ha spesso origine da dipinti antichi o da immagini tratte da Google Earth, con l’intenzione di liberare l’immagine, in un rapporto istintivo e visuale nella realizzazione dell’opera.

Il suo lavoro ha punti di contatto con l’Espressionismo astratto americano nell’attribuire alla dimensione della pittura il senso più profondo che ha, quello pittorico, che non significa raccontare, spiegare o aprire una finestra sulla realtà umana, ma nel creare dimensioni emotive o interagire con l’opera a prescindere dai contenuti. Ecco che nasce la lotta degli opposti, punto cruciale della sua poetica, tra arte figurativa/narrativa e arte astratta.

“Mi interessa molto proporre qualcosa che non ho deciso io: prendo una immagine e intervengo con lo scopo di non controllare il processo per ottenere una immagine meno oggettiva e più gestuale, farla diventare macchia, gesto, energia. E’ in questo punto in cui mi specchio con l’arte contemporanea”.

Jorge Pombo ha partecipato nel 2019 a Venezia alla mostra sul Tintoretto alla Scuola Grande di San Rocco con la grande tela della Strage degli innocenti, in un forte dialogo visivo ed emozionale con l’originale. Sua anche la partecipazione al film Tintoretto. Il primo regista (2019).

Durata del video: 12,15

 

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