elena mazzi

L’arte è uno strumento per capire

Incontro con Elena Mazzi a Reggio Emilia, dove ogni tanto ritorna. Ha scelto di vivere a Venezia, ma la sua vita è spesso all’estero. Nel 2012 ha vissuto diversi mesi in Sud America, tra la Patagonia e il Cile, perchè interessata a quella società – stanziale e nomadica, aspetto nel quale si riconosce – e al loro modo di relazionarsi con il territorio. L’esperienza in Nepal, non una residenza, ma un programma di studio americano con sociologi, urbanisti e antropologi, è stata per lei importante perché legata alla geografia di quel territorio e alle new towns.

Lavorare con persone diverse – racconta Elena – il cambio di punto di vista, il confrontarsi con altre discipline è alla base del suo fare arte, per lei “uno strumento che aiuta a comprendere il mondo e ad ancorarsi alla sfera del reale, perché relazionarsi con scienziati, geografi, scrittori, attivisti, antropologi, politici porta a fare emergere delle criticità”.

Nell’intervista parla di un interessante progetto iniziato a Venezia durante la residenza alla Fondazione Bevilacqua La Masa, in collaborazione con uno scienziato, Hans Grassmann, ideatore di una combinazione di specchi secondo le leggi di Archimede sulla rifrazione e riflessione solare, un progetto a costo quasi zero ma poi finanziato da una Onlus svedese causa i lunghi tempi della burocrazia italiana.

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